ABSTRACT DEL KEBOOK
L’esodo giuliano dalmata in Friuli si verificò assieme alla resistenza contro i nazifascisti. Ci furono atti di guerra civile come l’eccidio di Porzûs, frazione all’interno del Comune di Attimis (Udine) Poi c’era chi salvava gli ebrei dalla deportazione. Con la liberazione a Udine arrivarono gli angloamericani e proseguirono gli arrivi di profughi della Venezia Giulia. Nella ex GIL di Via Pradamano 21 in città funzionò il più grande Centro smistamento profughi d’Italia, con oltre 100 mila transiti di spatriati fino al 1960. Poi iniziò la guerra fredda e la paura dell’invasione jugoslava. C’è la storia della famiglia Novotnj, sfollata di Zara o di Maria Aubel, di Pola, o di chi scappava da Parenzo con la barca a remi pur di andar via dagli jugoslavi nuovi arrivati. A Udine gli americani erano di stanza nell’ex Collegio GIL femminile di via Asquini, nel 1946. Le maestre delle scuole elementari e dell’asilo portavano i bambini sul cancello della struttura perché i generosi soldati USA offrivano ai bimbi le prugne secche. L’immagine è un’opera di Michele Piva, (Fiume 1931-Udine 2013), Menorah, dalla mostra “Lager”, Udine, 2013.